OSSERVATORIO NAZIONALE
SUL CONSUMO CONSAPEVOLE DEL VINO
IL VINO E LA SALUTE
Dalla conferenza stampa di Grinzane Cavour,
28 settembre 2007
ESTRATTO INTERVENTO:
Prof. Attilio Giacosa
Direttore del Dipartimento di Gastroenterologia
Policlinico di Monza
Che il bere un buon bicchiere
di vino sia un piacere, tutti sono d’accordo. Per contro,
pochi sanno che bere vino con moderazione non solo
non fa male, ma addirittura allunga la vita e riduce
il rischio di sviluppare varie malattie. Quindi bere
vino in modo corretto e consapevole rappresenta un
vantaggio salutistico rispetto all’essere astemi.
Appare doveroso sottolineare
questi concetti proprio adesso, epoca nella quale
si assiste ad una criminalizzazione indiscriminata
di tutte le bevande alcoliche in virtù degli
effetti nocivi sulla salute e sulla guida automobilistica
A questo riguardo occorre effettuare un duplice distinguo.
In primo luogo bisogna sottolineare che l’abuso
di alcolici, indistintamente dalla loro natura, è sempre
nocivo, sia per i danni dell’assunzione acuta
(ebbrezza, torpore, incoerenza logica) sia per quelli
correlati all’eccesso cronico (etilismo, malattie
del fegato e altri organi).
In seconda istanza è bene ricordare la differenza
tra vino e altre bevande alcoliche: tutti sappiamo
infatti che le stragi del sabato sera non sono certo
dovute ad un buon bicchiere di vino consumato durante
la cena!
Il messaggio nuovo è legato a molti studi
scientifici e osservazioni epidemiologiche sugli
effetti benefici del consumo abituale e moderato
di vino. Il vino è stato studiato sia come
bevanda che mediante analisi dettagliata dei molti
composti bioattivi ivi contenuti.
Fra i vari principi attivi identificati
nel vino, quello più noto è il resveratrolo.
Questa sostanza è un antiossidante presente
soprattutto nel vino rosso, che avrebbe la capacità di
migliorare l’efficienza cellulare attraverso
il potenziamento dell’attività mitocondriale,
la “centralina” energetica delle cellule.
Alcune ricerche sugli animali
sembrano dimostrare che il resveratrolo favorisce
la longevità,
migliora il controllo del diabete, ritarda la comparsa
del morbo di Alzheimer e produce un effetto protettivo
su cuore e circolazione.
A Newcastle, in Inghilterra, è in corso uno
studio sperimentale volto proprio a verificare l’effetto
del resveratrolo in pillola su pazienti affetti da
gravi disturbi mitocondiali, ma altri studi sono
all’orizzonte per valutare la possibilità di
rallentamento dell’invecchiamento umano.
Sul tema dell’invecchiamento, grande scalpore
fece la pubblicazione di un importante studio realizzato
nel 1995 a Copenhagen. Questa ricerca, conosciuta
come “studio danese”, è stata
effettuata su più di 6000 maschi e 7000 femmine
in età adulta ed ha dimostrato che il rischio
di morire si abbassa fra chi consumava vino con moderazione,
rispetto agli astemi e ai forti bevitori. Ma ciò che è altrettanto
importante è che questo vantaggio non si verifica
fra chi consumava birra o superalcolici.
La ricchezza del vino in polifenoli,
dotati di spiccata azione antiossidante (ovvero
della capacità di
bloccare i radicali liberi nocivi che si formano
nell’organismo), costituisce una importante
barriera di difesa nei confronti dei danni cardiovascolari.
Gli effetti sono rappresentati innanzitutto dalla
riduzione della formazione di placche arteriosclerotiche
nelle arterie e di conseguenza minor rischio di malattia
delle coronarie e infarto cardiaco.
Fra i vari polifenoli, sono le procianidine i primattori
presenti nel vino. Il loro effetto è talmente
significativo che questi composti sono oggi utilizzati
dalla industria farmaceutica per la preparazione
di farmaci attivi nelle malattie vascolari, sia venose
che arteriose.
A questo risultato benefico partecipa anche
l’aumento della produzione di ossido nitrico
osservata in chi beve abitualmente vino. L’ossido
nitrico riduce l’aggregazione delle piastrine,
rendendo difficile la formazione di trombi e l’“occlusione” delle
arterie.
Il vino poi aumenta la formazione
di colesterolo buono (HDL) e riduce la presenza
e la attività del
colesterolo LDL (quello “cattivo”), con
innegabili effetti benefici in campo cardiovascolare.
Un’altra area di grande interesse è rappresentata
dalle problematiche neurologiche. Il consumo corretto
e abituale di vino appare statisticamente correlato
ad una riduzione del rischio di sviluppare ictus,
cioè infarto cerebrale, e TIA (episodi di
ischemia cerebrale transitoria, con perdita per tempo
molto breve di alcune funzioni motorie o della capacità di
parlare correttamente). Altri interessanti dati in
corso di analisi sono quelli legati alla possibilità di
ridurre il rischio di gravi degenerazioni cerebrali
(morbo di Alzheimer, demenza senile). Numerose ricerche
documentano che il regolare consumo di vino ha effetti
favorevoli sia sulla frequenza con cui il morbo di
Alzheimer si manifesta, sia sull’età di
insorgenza, che viene ritardata di almeno tre anni
(in un importante studio condotto sull’argomento).
Il vino quindi non per curare le malattie,
ma per prevenire e ridurre il rischio di sviluppare
molti gravi disturbi cardiovascolari e neurologici. Per
ottenere questi effetti, certo è che
il consumo abituale e corretto di vino è ampiamente
da preferire al ricorso ad una pillola contenente
principi attivi derivati dal vino.
Resta il problema della giusta dose di vino,
volta a garantire gli effetti ora menzionati. A questo
riguardo i ricercatori impegnati nel settore hanno
identificato in due bicchieri al giorno la quantità ottimale
per la popolazione di sesso maschile. Il vino, coniugato
al femminile, prevede invece una dose leggermente
inferiore (un bicchiere), in virtù di differenze
metaboliche ed epidemiologiche.
Il vino dunque non solo come
bevanda ricca di gusto
e piacere, ma anche come fonte di salute e di potenzialità preventiva. Il
vino che non solo non fa male, ma addirittura fa
bene.
Bere vino dunque, anziché essere astemi,
se si vuole proteggere la salute.
Ed è proprio questo che
la nostra Associazione vuole valorizzare e diffondere
fra produttori e consumatori di vino.
Infatti soltanto l’informazione precisa e puntuale
e l’educazione al consumo consapevole di vino
possono promuovere serenità e fiducia fra
vignaioli e produttori e soprattutto tranquillità e
salute fra i consumatori.
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